Agostino e la conchiglia del nonno


Agostino BartolucciNella casetta di Collemezzana, il "nonno Angiolino" lasciò una bella eredità ad Agostino: si trattava di una bellissima conchiglia che non esitava ad esibirla a chiunque gli chiedesse di poterla vedere. Agostino era orgoglioso di averla, così come era orgoglioso di tenere in alto la storia di suo nonno Angiolino morto nella località "La Tomba", per mano tedesca, mentre stava guidando una pattuglia americana in esplorazione. Guai se sentiva parlare strano su questo fatto. Ricorreggeva tutto quello che era sbagliato e se eravamo "tordi a capire", il tono della voce iniziava ad alzarsi. Certo è che ogni cosa aveva un valore: un sasso, un pezzo di legno,una corteccia di una pianta oppure un seme che poi era la vita, tanto che non si staccava mai dalle sue "piane". Certamente era un uomo fantasioso, diciamo un camaleonte: al mare era un distinto elegantone, pieno di parole educate e non accentuate dal dialetto;al monte era tutt'altro, si trasformava immediatamente da quel leone che era. Agostino Bartolucci con la conchiglia de 'Il Nonno'Aveva sempre qualche cosa da fare non stava mai fermo. Era sempre pronto a dare una mano e, nei momenti di stanca, era lui a spronarti, quando per andare a pulire una sorgente, quando per tagliare un gruppo di rovi oppure altri lavori che in montagna sono all'ordine del giorno. Era sempre in cerca di una nuova avventura e di nuove cose da fare. Agostino non era tipo da stare in "gabbia", amava la vita all'aria aperta e per questo passava la maggior parte del suo tempo nella sua casetta, su a Collemezzana, scorazzando qua e là per gli alpeggi a salutare gli amici che, come lui, amavano la montagna, arrivando fino a Mosceta. Purtroppo il 16 di marzo 2006 è partito per la sua ultima avventura non desiderata, un'avventura senza ritorno.
Ciao leone ruggente, la "gabbia" non poteva essere certo il tuo posto, e tutti gli uomini della montagna lo hanno sempre saputo.
Grazie delle fatiche che ci hai risparmiato e grazie dell'accoglienza entusiastica che ci davi nel momento in cui si arrivava a Collemezzana, adesso di nuovo Colle Spento.
Ciao Agostino il tuo nonno ti ha aspettato, adesso sarai felice accanto a lui negli alpeggi celesti e il ricordo di te rimarrà sempre nei nostri cuori. Non ti dimenticheremo.

Da tutti gli amici



   

   





In memoria di Agostino

Domenica  18 marzo si è svolta a Collemezzana la scopertura di una lapide-ricordo alla memoria di Bartolucci Agostino.
La lapide commemorativa Era presente un numeroso gruppo di amici che hanno voluto presenziare a questo avvenimento tributando ancora una volta il loro affetto all'amico Agostino, che ci ha lasciati un anno fa.
È stata una cosa semplice, ma sentita da tutti i presenti. Lo dimostra il fatto che, appena si è cominciato, il normale chiacchiericcio ha lasciato il posto ad un profondo silenzio, rotto soltanto dalle parole di Fabio Felici, prima, e del Presidente del Gruppo UOEI di Pietrasanta Galileo Venturini, poi, che hanno ricordato con un breve discorso qualche passo della sua vita.
Dopo la cerimonia si č aperto un buffet dove tutti i partecipanti hanno potuto usufruire di un piccolo pasto, consumato in allegria, a base di farro, pasta, salumi nostrani, vari tipi di torte e dolci che qualche operosa signora ha cortesemente cucinato per la gioia dei nostri palati, rievocando cosė antichi sapori; il tutto innaffiato da un buon vino. È stata una festicciola, tutti uniti e tutti insieme, come Agostino avrebbe voluto che fosse, all'insegna del rispetto reciproco e dell'amicizia che accomuna le persone in queste occasioni particolari, lasciando un ricordo indelebile in fondo al cuore, con la giusta convinzione di avere fatto una cosa bella per chi di cose ne aveva fatte tante per noi.
Umberto.